16/03/2007
Nel centro storico di Pitigliano, nella zona sottostante la piazza della Cattedrale, si trova l’antico ghetto ebraico.
Sorse a partire dal XVI secolo, quando numerosi Ebrei espulsi dallo Stato della Chiesa si rifugiarono a Pitigliano, che col tempo assunse l’appellativo di “Piccola Gerusalemme”.
Questo interessante quartiere ospita alcuni edifici recentemente restaurati: oltre alla Sinagoga e al Museo Ebraico, lungo un suggestivo percorso di vicoli scavati nel tufo si trovano le antiche testimonianze della vita che si svolgeva nel ghetto.
Da ricordare sono l’ambiente sotterraneo adibito a mikve (bagno rituale), la cantina in cui si produceva il vino per la comunità secondo le antiche regole, la tintoria, la macelleria e il forno delle azzime, ancora perfettamente conservato.
L’importante sinagoga di Pitigliano testimonia l’esistenza di una numerosa comunità ebraica nel paese a partire dalla seconda metà del Cinquecento.
L’edificio, che si trova nel cuore dell’antico ghetto, sottostante la piazza della Cattedrale, risale al 1598 o, secondo il calendario ebraico, al 5358. Un recente restauro ne ha recuperato soprattutto la veste settecentesca.
Si accede alla sinagoga tramite un ampio portale ad arco che conduce a un cortile aperto. La facciata, arricchita da stucchi rococò, presenta sulla porta un’iscrizione che ricorda che si tratta dell’ingresso che conduce al Signore.
L’interno è composto da un unico ambiente, al centro del quale è collocato l’altare; addossato a una parete si trova l’armadio contenente la Torah, il libro sacro, mentre al piano superiore è il matroneo, riservato un tempo alle donne.
Nella sinagoga si conservano numerosi candelabri e lampadari e, lungo le pareti decorate da stucchi settecenteschi, vi sono alcune scritte in ebraico che raccontano eventi storici della Comunità di Pitigliano.