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La Cinta Senese
14 marzo 2008
L’Hostaria Terrazza Aldobrandeschi organizza, Venerdì 28 Marzo, in collaborazione con la Condotta Slow Food di Pitigliano e Colli di Maremma e l’Azienda Agricola Biologica Arcadia una cena sul tema: LA CINTA SENESE
Il menù
Appetizer Degustazione di salumi
Antipasto Trippette di baccalà con guanciale e fagioli del Purgatorio
Primo Ravioli di Cinta su crema di porri
Secondo Lombo avvolto nella sua rete con salsa alla vaniglia del Madagascar e patate al rosmarino
Dolce Crostatina calda di pere, crema frangipane, salsa inglese alla “schiacciata coi ciccioli”
Caffè e piccola pasticceria
Pane Ad accompagnare la cena saranno serviti diversi tipi di pane, alcuni dei quali a base di salumi di Cinta Senese.
Il Vino: I vini in abbinamento per ogni portata saranno presentati ed offerti
dall’Azienda Agricola Biologica Sassotondo.
La cena avrà inizio Venerdì 28 Marzo alle ore 20,00
È d’obbligo la prenotazione ai numeri 0564 638699 – 347 3116331 entro mercoledì 26 Marzo.
Il prezzo della cena è di € 46,00 a persona bevande incluse per i soci Slowfood e di € 50,00 per i non soci.
Si precisa che la cena avrà luogo se vi saranno almeno 15 prenotazioni, in caso di disdetta sarete avvertiti tempestivamente.
la Cinta Senese è un maiale di taglia media, con cute nera, setole nere poco folte ed una caratteristica fascia bianco rosata (una sorta di cintura, per l’appunto) che cinge torace, spalle, garrese e arti anteriori. La testa, non molto grande, finisce in un grugno rugoso, lungo e sottile. Le orecchie sono piccole e puntano in avanti. La groppa è spiovente ed inclinata e la coda con pennacchio di setole in fondo è quasi sempre portata senza ricciolatura. Si adatta benissimo agli ambienti boschivi dove mangia ghiande, castagne, funghi e tutti i prodotti del sottobosco.
Essendo allevata allo stato brado ha una carne molto più saporita di quella di maiali provenienti da allevamenti con stabulazione fissa.
Le origini de "La Cinta Senese" sono antichissime ma incerte. Fu introdotta nell’areale Senese ed ebbe una buona diffusione per le sue caratteristiche di robustezza e di adattabilità ad essere allevata allo stato brado. Fino agli anni ’50 quasi tutte le famiglie contadine allevavano qualche capo di Cinta per fare scorta di salumi caratterizzati da una carne scura e ben marezzata di grasso.
Negli anni ’50 iniziò l’introduzione delle razze suine "Bianche" – con predominanza dei "Large White", perchè più prolifica della Cinta, in quanto l’animale era pronto per la macellazione dopo solo 6 mesi di vita, mentre lo sviluppo della Cinta richiede un periodo superiore ad un anno.
In seguito si cominciò ad incrociare il verro Large White e la scrofa di Cinta Senese, avviando la produzione di maiali "Grigi". Questi, pur conservavano l’attitudine al pascolo brado, erano precoci nello sviluppo. Si deve a questa pratica di incroci la sopravvivenza della razza "Cinta", poichè alcuni allevatori hanno mantenuto Cinte Senesi in relativa purezza per poterle incrociare con le razze bianche.
Ma l’interesse per il ripristino in purezza della Cinta Senese è di questi ultimi anni. Molti allevatori hanno deciso di partecipare alla reintroduzione di questa razza autoctona quasi estinta. La Regione Toscana, La Provincia di Siena, L’Associazione Senese Allevatori ed altri Enti preposti hanno incentivato l’acquisto ed il mantenimento dei riproduttori, al fine di evitarne l’estinzione.
Il Consorzio di Tutela della Cinta Senese è il promotore della D.O.P. "Suino Cinto Toscano".
Dalle sue carni la tradizione artigiana toscana ricava vari salumi:
Lardo di cinta senese
Prosciutto di cinta senese
Soppressata di cinta senese
Pancetta arrotolata con cotenna di cinta senese
Salsiccia di cinta senese
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