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I COLOMBARI

16 febbraio 2007

Una caratteristica tipica di Sorano è rappresentata dai "colombari", chiamati anche le colombaie. Sono enormi buche scavate nel tufo nel primo secolo avanti Cristo. Si trovano all’ inizio del paese, pare che un tempo servissero come abitazioni per i primitivi ed erano indubbiamente un sicuro rifugio.

Rappresentano una delle maggiori caratteristiche di Sorano.
Le interpretazioni che vengono date a questi colombari sono diverse.

Secondo alcuni studiosi fanno parte integrante di un panorama scenografico di bellezza unica da oltre duemila anni. Questo complesso monumentale è senz’ altro uno dei più belli e interessanti in senso assoluto fra tutti quelli simili che sorgono numerosi nel territorio che fu un tempo dell’ antica Tuscia. Dove il dirupo degrada verso l’ ansa del fiume vi era qualche decennio fa un arco neturale di tufo, che fu assurdamente fatto saltare in aria con l’ esplosivo, per far posto a un viadotto.

"Quei colombari non sono altro che grandi locali simili a stanzoni cubici, interamente scavati nella roccia, con pareti bucherellate dalla cima al fondo da nicchie quadrangolari, somiglianti, parte la grandezza, a nidi di vespa, in cui venivano depositati talvolta le ceneri dei defunti".

"E’ molto difficile stabilire se gli etruschi, afferma Agostini, scavarono queste enormi stanze con il preciso intento di farvi un enorme sepolcreto oppure se colsero l’ occasione di utilizzare precedenti caverne o tane rupestri fatte dai popoli che li precedettero in queste zone. Ma, osservando bene l’ ubicazione, appare chiaro che essi risistemarono, adattandole poi alle loro esigenze, queste tane rupestri".

Un sentiero scavato nel tufo attraversa diagonalmente tutta la faccia del dirupo e a lato si affacciano quasi tutte le entrate dei colombari, ma alcune, che sono le più grandi e più belle, sono raggiungibili soltanto per mezzo di scale. Questa posizione così insolita per una necropoli fa pensare che fosse un luogo scelto appositamente per la difesa e la sicurezza dei suoi abitanti. A Sorano e nei dintorni certamente visse un popolo antichissimi prima ancora che vi giungessero gli etruschi, forse i Villanoviani; tracce non ne sono mai state trovate, ma probabilmente in questa zona essi esistettero davvero anche perchè essa è ben dotata di tutte le necessità occorrenti e ideali per ospitare un popolo abbastanza numeroso.

Sotto i colombari scorre il fiume Lente alimentato da acque sorgive, fresche e abbastanza pescose.

Lungo la stretta valle, un tempo, i boschi di querce, cerri e corbezzoli fornivano legna da ardere e frutti in abbondanza, nonchè animali selvatici da cacciare, mentre nelle piane sovrastanti cresceva l’erba per il bestiame domestico e brado. In tempi lontani, la roccia tufacea cadde sgretolata sotto i colpi vibranti da mano umana armata di pietra dura e ben affilata ricavata dalle molte che giacciono lungo il greto del Lente.

Il villaggio rupestre, se così si può definire, era collegato al terreno sottostante da lunghe scale di corda che ogni sera venivano accuratamente ritirate per evitare spiacevoli sorprese da parte di eventuali nemici.

La posizione naturale rendeva gli abitanti sicuri e tranquilli : ogni attacco che avessero subito era certamente destinato a fallire. E’ convinzione diffusa che gli etruschi sfruttassero le tane rupestri perchè non avrebbero avuto alcuna convenienza a operare in quella infelicissima quanto assurda posizione, dal momento che avevano a portata di mano tutte le tufaie che circondano Sorano, ammesso che l’attuale paese fosse abitato allora da quel popolo. Per convinversi che gli Etruschi costruirono o scavarono tombe in luoghi relativamente facili da raggiungere, basta fare pochi passi e recarsi nelle vicine località di San Rocco e Sovana.

Si ritiene che le primitive tane rupestri, nate come dimore dei vivi, si trasformarono con l’ arrivo della gente etrusca in dimore dei morti, funo a che i nuovi dominatori, i Romani, cultori accaniti di colombi viaggiatori, le adattarono, come oggi le vediamo, per ospitare migliaia di questi pennuti per i lore svaghi preferiti.

Da essi, probabilmente, derivò il nome colombari. Ma, ripetiamo per un certo scrupolo, sono queste soltanto delle ipotesi avanzate da qualche studioso e da alcuni esperti. I colombari attendono da molto tempo dalle autorità competenti di offrire la possibilità di essere visitati dai turisti ; basterebbe intanto ripristinare l’ antico sentiero in modo da non mettere in pericolo il visitatore. Rivalorizzare questi rari e singolari "resti del passato" è un dovere sacrosanto.



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